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Foto Stefan Nimmesgern
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Alpinista, scrittore, contadino di montagna e Membro del Parlamento Europeo dal 1999 al 2004, nato il 17 settembre 1944 nel Sudtirolo/Italia. Studio di geometria a Bolzano, università di Padova. Conferenze in tutta Europa, negli Stati Uniti, in Giappone, Australia, America latina ecc. Diversi film documentari e pubblicazioni su Epoca, Espresso, Jonathan, Geo, National Geographic, Stern, Bunte ecc. Premi letterari „ITAS“ (1975), „Primi Monti“ (1968), „DAV“ (1976/79), „Donauland“ (1995), „Coni“ (1998), „BAMBI“ Lifetime Award (2000), “Pangea Foundation” (2001), “Acquiambiente” (2002), “ITAS” (2002), “Dolomiti-Superski” (2002), premio intern. della Sociedad Geográfica Española (2005); membro onorario della Royal Geographical Society e dell’Explorers Club di New York; onorificenze in Italia, Nepal, Pakistan, Francia, Stati Uniti. 50 opere letterarie tradotte in più di dodici lingue. Da oltre 30 anni Reinhold Messner rappresenta uno degli alpinisti di maggior successo del mondo. Nel corso delle sue 3500 imprese alpinistische è riuscito a realizzare circa 100 prime ascensioni ed a scalare tutti i 14 ottomila. A piedi ha attraversato l’Antartide, la Groenlandia per il lungo, il Tibet e i deserti Gobi e Takla Makan.
All’età di cinque anni Reinhold Messner ha cominciato a scalare le montagne. Terminato gli studi ha lavorato per un breve periodo come insegnante alle scuole medie. Dal 1969 in poi ha intrapreso oltre cento viaggi nelle zone montuose e nei deserti di tutto il mondo raccontando le proprie imprese sulle pagine di quattro dozzine di libri. E’ riuscito ad aprire moltissime nuove vie di ascensione, è stato il primo al mondo di scalare tutti i 14 ottomila, ha attraversato l’Antartide, la Groenlandia, i deserti Gobi e Takla Makan. Contrariamente a ciò che rappresenta il moderno avventuriero-protagonista Messner non ha mai inseguito alcuna meta da record, invece dedica le sue imprese all’essere esposto al massimo in mezzo ad un paesaggio naturale il più incontaminato possibile e limitando al minimo indispensabile l’uso di mezzi artificiali. Sul Nanga Parbat ha seguito il motto „by fair means“ di Mummery, sul pack dell’Artico ha ripercorso „il richiamo del nord“ di Nansen e ha attraversato l’Antartide passando per il polo sud, seguendo un’idea di Shackleton. Alle possibilità dell’era delle comunicazioni Messner contrappone la sua camminata solitaria e senza il supporto di alcun mezzo innaturale, dai chiodi all’ossigeno fino al telefono satellitare - senza alcun dubbio un anacronismo, che però in mezzo alla natura selvaggia riesce a conservare un immenso potenziale di esperienza. Tra i suoi viaggi Reinhold Messner vive con la sua famiglia a Merano e nel suo vicino castello Juval, dove gestisce dei masi agricoli, scrive i suoi libri, lavora alla realizzazione del progetto Messner Mountain Museum (MMM) e si dedica alla fondazione Messner Mountain Foundation (MMF), che dà sostegno ai popoli delle montagne in tutto il mondo.
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